Wanted Simonetti Walter (John doe) Reward $1,000,000

Wanted

Simonetti Walter (John Doe) Reward $1,000,000

E solo quando mi avrete tutti rinnegato, voglio tornare a voi. In verità, con altri occhi fratelli, cercherò allora, i miei perduti; con un altro amore vi amerò- ZARATHUSTRA delle vitù che dona(I,P.88)

PS: per non cadere in equivoci e fraintendimenti, questa citazione del Così parlò Zarathustra di F. Nietzsche, è stata per tanto tempo uno slogan di molti gruppi anarchici in tutta Europa ed America (Dalla fine dell’800 fino alla metà dell’900). Poi i neofascisti di ordine nuovo (nei primi anni venti ordine nuovo era il nome del settimanale comunista di Antonio Gramsci) come scimmie parlanti e volgari plagiatori ne hanno preso possesso. Nel passaggio al bosco dell’anarchia ho trovato la fratellanza, la libertà, il rispetto ma anche la follia dionisiaca, ora vedo nell’esodo una possibilità, una vita oltre la vita. Simonetti Walter Post Anarchico stirneriano

Introduzione

Wanted Simonetti Walter nasce dall’uomo, è opera della fantasia di un Borderline in caduta libera, queste poesie evocano quella che è stata chiamata ucronia una narrazione secondo cui la storia è andata diversamente. L’ucronia è un modo per dire che siamo noi e non gli altri i responsabili della storia, per rivendicare il nostro protagonismo ed anche le nostre responsabilità e i nostri errori. Wanted è un grido refrattario di libertà che si batte dentro e contro l’Impero post moderno che oggi si nasconde dietro la gabbia mediatica (virtuale) democratica – verde nazional populista. Ogni riferimento a persone, cose e fatti è puramente casuale. Le opinioni e i giudizi espressi su persone, corpi militari, movimenti politici, istituzioni nazionali e religiose appartengono al protagonista e non allo scrittore, sono usati per fini meramente narrativi.

«Le parole sono pietre o uccidono soltanto coloro che si arricchiscono con la loro falsità» Raoul Vaneigem

È scritto nella Costituzione americana: «la libertà di stampa è uno dei baluardi più possenti della libertà e può essere limitata soltanto da governi dispotici». John Doe

Wanted Simonetti Walter

“l’ebreo che ride”

Pensieri, voci, paranoie, psicosi, allucinazioni di un Borderline in caduta libera.

La provocazione è l’arte della libertà

Costituzione italiana (1947) Art. 21. – Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Statuto albertino (1848) Art. 28. – La stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi. Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948) Art. 19. – Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni ed idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Convenzione europea per la tutela dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (1950) Art. 10. – (Libertà di espressione) 1. Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. Il presente articolo non impedisce agli Stati di sottoporre ad un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, cinematografiche o televisive. 2. L’esercizio di queste libertà, poiché comporta doveri e responsabilità, può essere sottoposto alle formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni che sono previste dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla sicurezza nazionale, all’integrità territoriale o alla pubblica sicurezza, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o dei diritti altrui, per impedire la divulgazione di informazioni riservate o per garantire l’autorità e l’imparzialità del potere giudiziario.

Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (2000) Articolo 11. – (Libertà di espressione e d’informazione) 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. 2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati. Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (Francia 1789) Art. 11 – La libera manifestazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.

Costituzione degli Stati Uniti I Emendamento (1791) Il Congresso non potrà fare alcuna legge per il riconoscimento di qualsiasi religione, o per proibirne il libero culto; o per limitare la libertà di parola o di stampa; o il diritto che hanno i cittadini di riunirsi in forma pacifica e di inoltrare petizioni al governo per la riparazione di torti subiti.

Legge fondamentale della Repubblica federale tedesca (1949) Art. 5. – I) Ognuno ha diritto di esprimere e diffondere liberamente le sue opinioni con parole, scritti e immagini, e di informarsi, senza essere impedito, da fonti accessibili a tutti. Sono garantite la libertà di stampa e d’informazione mediante la radio ed il cinematografo. Non si può stabilire alcuna censura. II) Questi diritti trovano i loro limiti nelle disposizioni delle leggi generali, nelle norme legislative concernenti la protezione della gioventù e nel diritto della persona al suo onore. III) L’arte e la scienza, la ricerca e l’insegnamento sono liberi. La libertà d’insegnamento non esenta dalla fedeltà alla Costituzione.

Costituzione spagnola (1978) Art. 20. – 1) Sono riconosciuti e tutelati i diritti: A) a esprimere e diffondere liberamente pensieri, idee e opinioni con la parola, per iscritto o con qualunque altro mezzo; B) alla produzione e creazione letteraria, artistica, scientifica e tecnica; C) alla libertà d’insegnamento; D) a trasmettere o ricevere liberamente informazioni veritiere con qualunque mezzo di diffusione. La legge regolerà il diritto alla clausola di coscienza e al segreto professionale nell’esercizio di queste libertà. 2) L’esercizio di questi diritti non può essere limitato da alcuna forma di censura preventiva. 3) La legge regolerà l’organizzazione e il controllo parlamentare dei mezzi di comunicazione sociale dipendenti dallo Stato o da qualunque ente pubblico e garantirà l’accesso ai suddetti mezzi da parte dei gruppi sociali e politici più rappresentativi, rispettando il pluralismo della società e la varietà delle lingue parlate in Spagna. 4) Queste libertà trovano un limite nel rispetto dei diritti riconosciuti in questo titolo, nelle disposizioni delle leggi che ne sviluppano il contenuto e, soprattutto, nel diritto alla tutela dell’onore, dell’intimità, della propria immagine e alla protezione della gioventù e dell’infanzia. 5) Il sequestro di pubblicazioni, di registrazioni sonore e di altri mezzi d’informazione può essere disposto solo per decisione dell’autorità giudiziaria.

Costituzione della Confederazione elvetica (2000) Art. 16. – Libertà d’opinione e d’informazione 1 La libertà d’opinione e d’informazione è garantita. 2 Ognuno ha il diritto di formarsi liberamente la propria opinione, di esprimerla e diffonderla senza impedimenti. 3 Ognuno ha il diritto di ricevere liberamente informazioni, nonché di procurarsele presso fonti accessibili a tutti e di diffonderle.

Art. 17.- Libertà dei media 1 La libertà della stampa, della radio e della televisione nonché di altre forme di telediffusione pubblica di produzioni e informazioni è garantita. 2 La censura è vietata. 3 Il segreto redazionale è garantito.

La rivincita di Walter

solo le parole le tue parole distruggono una persona un individuo diventa niente un parodia di se stesso solo le parole le mie parole distruggono una persona un individuo diventa niente ridicolo in balia del mondo la sua forza svanisce il suo ego in mille pezzi questa è la rivincita di Walter uno scherzo troppo bello troppo lungo la vita di un uomo decisa nelle stanze segrete del potere una condanna atroce senza appello il medioevo torna con la sua inquisizione la vita di un uomo segnata da uno stuolo di cavallette in un manicomio a cielo aperto un moderno gulag mandato avanti da una strana alleanza dai colori rossi, bianchi, neri e azzurri la fine del viaggio una via iniziatica durata un’intera vita i conti col passato tornano con la sua compensazione il male e la sua satira anche se per pochi minuti la fanno da padroni davanti ad un pubblico allibito, scandalizzato scuro in volto dal suo odio questa è la rivincita di Walter niente altro si nasconde dietro la mia faccia senza espressione

l?ebreo che ride

sono al centro di una stella immobile mi guardo intorno è desolante lo spettacolo che offre l’uomo ai suoi figli un voce terrificante si alza e le luci della ribalta sono puntate contro l’ebreo che ride una mente acida ubriacata di follia un artista della dislessia della schizofrenia del linguaggio sono al centro di una stella ed è terribile ascoltare quelle parole magiche ebreo ebreo ebreo deicida sionista assassino demone schifoso depravato deficiente terrorista mongoloide satanista una comunità ha bisogno di un nemico sono al centro di una stella guardo a destra e a sinistra sento delle voci familiari noi non siamo ebrei noi non siamo ebrei questa litania si ripete all’infinito è desolante lo spettacolo che offre l’uomo ai suoi figli l’individuo si perde nella folla con le sue pulsioni aberranti sento delle voci inveire senza ritegno ebreo ebreo ebreo deicida sionista assassino demone schifoso depravato deficiente terrorista mongoloide satanista io sono solo l’ebreo che ride una mente acida ubriacata di follia un artista della dislessia della schizofrenia del linguaggio non ho mai aperto la Thorah non conosco la cultura ebraica sono solo l’ebreo che ride ho una colpa un giorno ho creduto di essere joshua ben-joseph martoriato sulla croce ho una colpa un giorno ho creduto di essere figlio dell’uomo assassino della morale sono al centro di una stella immobile mi guardo intorno ricordo il passato quella foto nel Caos nasce l’ebreo che ride quella foto dove il figlio dell’uomo diventa un artista della dislessia della schizofrenia del linguaggio una mente acida ubriaca di follia dove un esercito di stolti agisce senza memoria per passare alla storia sono al centro di una stella sono l’ebreo che ride

Un angelo dalla parola spezzata

solo cammino nella città così piccola che per me è sempre nuova pericolosa piena di insidie non la conosco vengo da un altro mondo fatto di tanta TV e solitudine dal mio confino dorato senza traffico e amici solo cammino nella città e senza motivo mi ritrovo al centro dell’attenzione urla grida di rabbia contro di me un angelo dalla parola spezzata un processo in piena regola senza giudici e avvocati la moltitudine in balia dei propri istinti bestiali uno stuolo di carnivori ha fame io sono il loro piatto prediletto le loro parole magiche “femminuccia mongoloide non puoi parlare..” chiedo aiuto ma non c’è nessuno proprio nessuno a cui rivolgersi una donna solo una donna mi rivolge un pensiero di rassicurazione di protezione solo cammino nella città persone che non conosco mi rivolgono la parola come gulli di periferia cercano la loro preda e non è questione di intelligenza e di buona educazione sono sopraffattori merde umane usano le parole per umiliarti provocarti “femminuccia mongoloide non puoi parlare..” un angelo dalla parola spezzata non ha più le ali per volare ma la forza della disperazione per odiare odiare questa città infame

Una storia tranquilla

è una storia tranquilla di uomini come si deve pronti a tutto per la giustizia per i propri figli così diversi ma così uguali uniti dalla gnosi dalla verità che solo loro hanno nel loro sangue io li vedo non posso farne a meno camminare con le loro maschere di cartapesta alcuni gridano contro il mondo coi loro vestiti alternativi la loro differenza pensano di sapere cosa è giusto e cosa non lo è giudicano dalle loro vette senza pietà chi non può difendersi credendosi radicali nell’offendere una persona che sta male ma alla fine tornano sempre dal ministro della gnosi della verità e la loro differenza se ne va diritta nella cerimonia dell’omertà è una storia tranquilla di uomini come si deve pronti a tutto per la giustizia per i propri figli così diversi ma così uguali uniti dalla gnosi dalla verità che solo loro hanno nel loro sangue io li vedo non posso farne a meno camminare con le loro maschere di cartapesta molti altri vivono nella realtà fatta di bei vestiti e cocaina compiaciuti del loro conto in banca capiscono il mondo sanno come vivere sono contemporanei ultramoderni non hanno memoria del loro passato con il braccio teso negano tutto anche l’evidenza ma chi sono? cosa sono? non c’è risposta che valga alla fine tornano sempre dal ministro della gnosi della verità e la loro modernità se ne va diritta nella cerimonia dell’omertà

I Pirati del ventesimo secolo

ti ricordi dei pirati del ventesimo secolo la fratellanza erano i primi anni ottanta sembrava tutto finito il riflusso il grido moralista delle mummie il loro patto di sangue con lo stato di polizia i nuovi politici liberalsocialisti mascherati pomposi pieni di promesse con tanta voglia di potere di denaro e noi pirati del ventesimo secolo la fratellanza aspettavamo il nostro turno impazienti quel giorno arrivò ed è difficile da dimenticare quel nome quel simbolo il livello 14 loro erano mio padre dei padri maledetti quel libro il regno dell’apostasia per me era vangelo quella parola senza senso comunisti stirneriani era un regalo che mi fecero in quel momento di confusione ma il gioco le speranze durarono poco dal telegiornale la notizia trovati impiccati in Francia i dirigenti del livello 14 loro erano mio padre e noi pirati del ventesimo secolo la fratellanza imparammo la lezione la vita continuava ma finché durava non ci saremmo fermati non ci saremmo arresi il consiglio aveva deciso il consiglio aveva deliberato io una semplice pedina che amava il doppio gioco però lo spettro della disgregazione , della divisione si stava avvicinando con la sua spada con il suo prezzo…e non saremmo più stati gli stessi ti ricordi pirati del ventesimo secolo la fratellanza

Ho sognato una Rapina

è una storia semplice agghiacciante fatta di violenza di inganni io una macchina da guerra che tutti credono finita io un operaio della quinta colonna abbandonato a se stesso quelle parole sei ingestibile che ti lasciano solo odio contro il mondo contro Dio ho sognato una rapina ad un furgone portavalori un piano che faceva acqua da tutte le parti e lo scontro a fuoco finito nel sangue ho sognato di essere un esecutore di vendette altrui ho sognato di essere una pedina in un gioco pericoloso ho sognato di giocare un partita persa in partenza ma rimane quel codice morale quel briciolo di dignità

Il sapore della fuga

è una sensazione particolare che non so definire le parole non bastano mai è il cuore a parlare questo il prezzo da pagare!! ma voglio capire andare fino in fondo le voci nella testa mi portano lontano ancora attacchi di panico sono un pedina che qualcuno muove sulla scacchiera ma non c’è partita il palio la mia vita è bastata una lettera per farmi impazzire non era nulla e sono stanco di questo gioco la prossima mossa la fuga ha un sapore strano una liberazione da questa mondo prendo il treno solo andata Bologna Padova Venezia Il Carnevale nei campi ubriaco di vita mi muovo tra la gente è questo il sapore della fuga ma come è piccolo il mondo vedo gente conosciuta troppa per essere un caso quella notte una dimensione alternativa nascosta celata si affaccia per l’ultima volta mi offrono in un piatto d’argento la torazina apre delle porte e poi le richiude per sempre davanti ai miei occhi il passato il presente il futuro quei minuti quelle ore valgono anni di vita senza senso mille domande hanno una sola risposta tu sei il capro espiatorio tu sei leggenda sei uno spettro che non vuol morire … la fuga ancora la fuga un viaggio senza fine senza una meta senza un amico che ti aspetta giorno per giorno camminando come un matto con il cuore che manda segnali pericolosi ed io non capisco queste leggi così dure da rispettare e così facili da trasgredire una via iniziatica lungo la quale ci si perde si dimentica il proprio passato la propria identità la propria follia dalla quale non voglio uscire

Il viaggio a Parigi di Tavor 27

È l’ultimo tentativo Il viaggio solo andata per Parigi L’ultima spiaggia da cui scappare Zion non è poi così lontana Una forza misteriosa mi guida Rido e piango allo stesso tempo A Torino alla stazione mi sento euforico Un’altra munizione dal salvadanaio per Tavor 27 è un viaggio lungo due bottiglie di vino mi riscaldano il corpo e la mente arrivato nella città degli esuli il mio sogno cade in mille pezzi due italiani mi portano in giro per locali la lingua mi estrania da tutto ma rido ubriaco di disperazione poi l’incontro la piazza piena ad aspettarmi Tavor 27 ha ancora qualcosa da dire Da urlare con rabbia ai quattro venti Quello che vedo è un universo frantumato La nostra grande società degli unici In guerra per spartirsi il nulla Incontro quelli che un tempo consideravo  fratelli e sorelle È un addio o un arrivederci Non ho risposte da dare Ora in macchina in un giro Turistico nella città degli esuli Discorsi strani palazzi vecchi stanno ad indicare un passato dopo anni mi ritrovo Nella sede del compianto partito dell’anarchia Dopo anni mi ritrovo Davanti alla scuola Del vecchio della montagna Troppo per una notte Troppo per Tavor 27 Potrebbe essere l’inizio Di una nuova vita nella nostra Zion Ma le leggi che l’uomo non ha mai rispettato Mi cacciano via dalla mia vita Il mattino mi sveglio in un hotel Che non conosco Scappo via cerco un altro rifugio Mi sento osservato ancora Una forza misteriosa mi guida alla fine del viaggio Una maledizione sopra di me Mi impone il silenzio dell’attesa Dopo di che tutto può avvenire
Il regno della paranoia

è un calore anomalo pensieri che vanno diritti al cervello non capisci cosa sia ti tremano le gambe ti manca il respiro è il regno della paranoia della paura vorresti fuggire ma non puoi ti chiedono cosa c’è che non va e tu non sai rispondere Wanted vivo o morto pensi stai per crollare ma vedi l’insegna del bar una bottiglia di vino qualsiasi già ti senti meglio ma è un’illusione e dura poco è il regno della paranoia della paura ti guardi spesso le spalle pensi di essere seguito da persone che hanno poco di umano pensi di essere dentro una storia gigantesca un complotto contro di te il mondo intero ce l’ha con te ti senti solo in perenne movimento forse è questa la follia così si diventa pazzi Wanted vivo o morto è una continua allucinazione ma non hai preso droghe dialoghi minacce parole sussurrate se ne vanno via come neve al sole è il regno della paranoia della paura ti credi furbo ma la schizofrenia ha mangiato la tua vita così folle da stampare la tua condanna una pistola in mano ad Isabella contro di te l’ebreo che ride poi un giorno i gerarchi del partito ti chiamano in disparte hanno un foglio un volantino con la tua foto e c’è scritto Wanted vivo o morto

la compagnia fittizia

una notte in bianco a pensare e poi quel nome la compagnia fittizia un circolo vizioso radical chic a Fossombrone il pianeta rosso l’avanguardia artistica in vendita per pochi soldi fuori spargiamo la voce è un diluvio di anime illuminate ragazzi uomini e donne di diversa estrazione si uniscono in grida esultanti il vecchio della montagna trascina giovani in scherzi e parodie artistiche la città è sconvolta dalla compagnia fittizia alcuni si spogliano fanno l’amore iniziano orge depravanti uomini consumati dall’alcol e dalla follia ritrovano se stessi ritrovano le voglie e i desideri persi al mercato del lunedì nei bagni del bar corso si sentono voci ansimanti ancora ancora il carnevale è tornato con la compagnia fittizia la città incontra la notte tra suoni e danze macabre il capo stecca dei giovani col torso nudo parla in modo ridicolo ad una platea ubriaca la notte continua non c’è più controllo sirene della polizia girano a vuoto noi col sorriso ghignante portiamo la parabola della compagnia fittizia è un allucinazione collettiva la via della mano sinistra con la sua magia nera e rossa dopo giorni di festa arriva il foglio di via con pochi stracci e tanta voglia di vivere noi e la compagnia fittizia voliamo verso mete esotiche dal nome suadente ma dovunque si ripete la magia la follia dell’eterno ritorno dell’oltre uomo e del suo carnevale la volontà di potenza finita al mercato delle pulci espulsi per buona condotta torniamo a casa la compagnia fittizia e i suoi personaggi in cerca d’autore passano sotto i fuochi della città dei suoi valori ci ritroviamo seduti al centro della piazza a discutere di cinema di un film dal nome importante la compagnia fittizia un circolo vizioso radical chic a Fossombrone il pianeta rosso col suo mentore folle il vecchio della montagna una mantide nuda sta defecando sembra uno stolta in mezzo ai maiali e gli altri personaggi uomini e donne importanti professori, pittori, imprenditori operai senza coscienza ragazze che si credono provocatrici gelose della vita dei paria uno scontro tra titani in balia degli eventi dissacrano se stessi aiutati dalla mano invisibile dell’intoccabile nel Duomo si celebra la messa della provocazione i cristiani devoti guardano sbigottiti i loro comandamenti andare in frantumi il ministro officiante un vecchio ringiovanito da un miracolo luciferino ride dell’amore di Cristo e del sue gregge dai sani principi l’ultima scena in psichiatria la compagnia fittizia legata al letto sopra i tavolini apparecchiati grida di felicità i medici senza emozioni guardano questo soggetto che sta per morire adesso finalmente sono nella storia sono maledetti

la mano di Elohim il Gobbo Internazionale

il vecchio della montagna con le stampelle lo sguardo vorace chiedeva voleva la forza bastavano pochi grammi della polvere magica la trasformazione avveniva subito ora in piedi senza bastoni coi capelli lunghi e neri invocava il sole cantava l’anarchia Dioniso era risorto la mano di Elohim il Gobbo Internazionale adesso eravamo in tre il padre il figlio e lo spirito santo in prima linea contro la realtà in macchina una decapottabile sfarzosa tra le figure e gli spettri della città giravamo minacciosi eravamo la mano di Elohim il Gobbo Internazionale antichi Dei della follia e del Panico trascinavamo con noi una compagnia di allegri burloni fuoriusciti dal lavoro visagisti di cultura pop sempre pronti al pianto come bambini viziati degli utili idioti ma era solo una maschera una delle tante che un uomo può mettere danzavano nudi al centro del corso come animali si dibattevano senza sosta erano una legione della discordia uomini e donne plagiati dallo sguardo del maestro invocavamo il nome di DIO dentro il duomo prima piano poi sempre più forte Elohim Elohim Elohim Elohim Elohim Elohim Elohim Elohim dal Comune occupato si spargeva la voce il Gobbo Internazionale diffondeva una musica sinuosa per risvegliare l’anarchista nasceva così la Repubblica dei Consigli una macchina nichilista nomadica dove il movimento è tutto e il fine è nulla un piccolo soffio di desiderio nella tempesta della storia si era infranto nelle scogliere del compromesso della realtà e dei valori sempre uguali a se stessi l’ultimo raggio di sole l’ultimo rave dentro il cuore della bestia l’ultima festa collettiva senza padroni in diretta televisiva diceva addio Fossombrone bella

Paura e disgusto a Bologna

tutto quello che è successo quel sabato notte a Bologna era già avvenuto dentro me uno strano sogno una visione dell’eterno ritorno mi ha condotto alla città più libera d’Italia ogni strada ogni luogo visitato ogni parola detta erano già scritte nel libro del mio presente col mio sangue la schizofrenia del linguaggio la follia dei miei discorsi l’abbandono e la solitudine hanno portato l’esplosione e tutti hanno strillato parole di veleno Paura e disgusto a Bologna e tutti hanno gridato parole d’infamia Paura e disgusto a Bologna e tutti hanno pianto parole di vendetta Paura e disgusto a Bologna i miei compagni d’avventura erano per me quasi degli sconosciuti la sorte di un ex-pirata del ventesimo secolo era affidata all’istinto ma ubriachi è facile perdersi Paura e disgusto a Bologna ma non per questo sono trapassato e poi risorto questa è la dimensione ufficiale che si rompe facilmente dietro si vede la bestia e il suo inganno il Programma aveva solo e soltanto una direttiva <Questo X-File senza controllo questa leggenda questo esperimento deve essere distrutto per sempre> dei delinquenti da strapazzo e 120 grammi possono aiutare il demone nel suo viaggio di ritorno all’inferno il Programma aveva solo una voce <è solo uno scherzo del destino un paria un ebreo di altri tempi non è immortale e se campa ….> il telegiornale della domenica non “mente” guardavo la TV strafatto e ridente vivo nonostante tutto e tutti <ieri notte a Bologna un ragazzo completamente drogato e ubriaco manda una ragazza in overdose inseguito dalla polizia fa perdere le sue tracce> ma non lo era in overdose però il folle era ubriaco e drogato veniva da Milano, nato a Milano così diceva il TG ed io guardavo la TV strafatto e ridente vivo nonostante tutto e tutti… il Programma aveva solo una voce <è solo uno scherzo del destino un paria un ebreo di altri tempi non è immortale e se campa…>

La difesa impossibile

sono solo vicino a me uno spettro cerca di parlare ma non lo sento sono l’avvocato del diavolo fuori piove e questo mi dà fastidio riecheggia dentro me la voce del padrone sei uno schiavo non ho un alibi a cui aggrapparmi non c’è innocenza nei miei occhi guardo il giudice lo sto sfidando è una difesa impossibile la mia forza il coraggio tra follia e dignità sorrido avete vinto datemi in pasto ai leoni nella sala una moltitudine di uomini e donne con i bambini al seguito esplode di rabbia assassino aspettano il verdetto mille colori che tendono ad conformarsi mille idee diverse che vogliono la stessa cosa morte condanna a morte li guardo e non capisco siete voi che mi avete creato voi avete infranto per primi le leggi della vita

Figli di un DIO minore

ogni volta che li vedevo mi sentivo rinascere era come tornare a casa la mia vera casa ci chiamavano i quattro dell’ave Maria i quattro cavalieri dell’apocalisse intonavamo sempre questa canzone “Fin che la barca va, lasciala andare, fin che la barca va, tu non remare, fin che la barca va, stai a guardare, quando l’amore viene il campanello suonerà…” a squarciagola immuni dai commenti e delle parole della gente eravamo figli di un DIO minore sconfitto e sempre in fuga dei bambini drogati di qualsiasi eccesso ci sentivamo fratelli parte di un gioco di ruolo che per noi era la vita non avevamo rispetto del buon costume credevamo nelle libertà totali odiati ed invidiati da tutti gli altri ci sentivamo uomini prima del previsto ci chiamavano i quattro dell’ave Maria i quattro cavalieri dell’apocalisse intonavamo sempre questa canzone “fin che la barca va, lasciala andare, fin che la barca va, tu non remare, fin che la barca va, stai a guardare, quando l’amore viene il campanello suonerà…” a squarciagola immuni dei commenti e delle parole della gente eravamo figlio di un DIO minore sconfitto e sempre in fuga a noi piaceva così sembra passata un eternità Massimo e Michele sono morti quel mondo non esiste più e non tornerà più in due siamo sopravvissuti ma non ricordo nemmeno il suo nome …

Le simpatiche canaglie e Un bambino impressionabile

ricordo un bambino impressionabile plagiato dalla televisione ricordo il prigioniero alla sera tutta la famiglia davanti alla televisione tifava per lui un agente segreto caduto in disgrazia che ogni volte tentava la fuga da quell’isola onirica quasi psichedelica non so com’è finita la serie ma so di vivere da prigioniero della mia mente dei miei pensieri del mio passato delle mie personalità prigioniero in questa isola felice che assomiglia tanto a quel film la corta notte delle bambole di vetro ed io sono il vello d’oro ricordo ricordo un bambino impressionabile plagiato dalla televisione da quel samurai Itto Ogami e suo figlio Diagoro quel codice d’onore quel senso di giustizia che non ha confine oltre i muri che ci dividono che ci separano ma la morte era in agguato la vedevo avvicinarsi con la sua falce era un’ossessione per tanto tempo ho creduto aver vinto la partita ma c’era un prezzo un prezzo altissimo il sangue dei vincitori

La Roby la strega

nessuno osa fare il suo nome in pubblico è proibito è da tanto tempo in esilio chissà cosa fa?? la Roby la strega l’eroina della nostra città ma tuttora i suoi vecchi amici la ricordano come la loro migliore amante come una persona speciale di un intelligenza irraggiungibile rovinata da quei due pazzi le sue parole ti tenevano in pugno ti aprivano la mente e l’amore lei era diversa un antica sacerdotessa del culto di Afrodite le sue dita con quel gesto quell’invito ma la Roby è una strega si proprio una strega tutto era permesso per lei diceva sempre noi lottiamo per le libertà totali ma cosa è diventata nel tempo una leggenda che i ragazzi raccontano in segreto nella città che non ha un passato solo chiacchiere ridicole da giornale locale ma c’è un altra faccia della Roby la strega nessuno la può contraddire il suo esercito di idioti ti può fare male l’ho amata per tanto tempo come fosse una madre una Dea una sorella sperando che quella promessa fosse vera “un giorno ti sposerò” così diceva la Roby la strega ma quello che è successo quel giorno a casa sua le bugie di quel bambino mi hanno portato via per sempre la speranza e poi le divisioni l’odio che è cresciuto insanabile inspiegabile ero io il capro espiatorio anche per lei le angherie subite da quell’esercito di stolti mandati dalla Roby la strega e così finisce la mia storia con la Roby la strega lei ha scelto quelle bandiere io no ognuno per la sua strada senza rancore si fa per dire

Film -L’esplosione 1996

in piedi dentro una stanza luccicante fucili pistole e mitra l’armeria degli ufficiali non conosco le ragioni del mio rapporto il sergente maggiore gioca con una Beretta e me la punta addosso sembra non aver paura ma la sua voce trema -ti devo ammazzare.. sul momento non capisco forse è uno scherzo ma non è divertente poi mi mostra dei fogli un’infinità di condanne senza appello chiedo l’ultimo desiderio del condannato sul tavolino c’è una bottiglia di whisky e delle sigarette bevo e fumo per essere un po’ stonato alla soglia della morte ma ho in mente qualcosa di diverso un’idea geniale non mi tradisco mentre lo guardo immobile il sergente maggiore spara ed io gli sono addosso nella colluttazione l’esplosione lui muore mi chiudo dentro ed aspetto con la bottiglia di whisky in mano non ho scampo sono un “disertore” i militari arrivano dalle scale eccitati vogliono chiudere per sempre la partita ormai ubriaco mi guardo attorno le bombe a mano le getto nelle scale senza staccare la linguetta loro ridono -deficiente ritardato non le sai usare- poi l’idea geniale l’esplosione e loro non ridono più la stanza e sotto tiro vetri in frantumi mi getto a terra vicino c’è un Bazooka con la forza della disperazione dalla finestra l’esplosione dalla piazza della caserma le grida dei soldati con sorpresa vogliono trattare entra il capitano insieme a due uomini e un bambino vogliono convincermi alla resa il capitano avanza ed io sparo l’esplosione cade a terra ferito si ritirano ormai però è finita meglio morto che in galera come Butch Cassidy e Sundance Kid penso al finale del film ora che il Mucchio Selvaggio non esiste più posso crepare con dignità esco fuori con un mitra puntato verso l’alto solo pochi secondi di vita sento la morte avanzare è una liberazione.. titoli di coda guardo il mio corpo dissanguato guardo le persone esterrefatte guardo quel bambino e rido -“Gippo” è stata una giornata uggiosa- rido come un matto 2015 mi ritrovo con Butch Cassidy e Sundance Kid a bere un whisky -siamo morti per essere vivi-

I Fratelli Simonetti

devo chiudere gli occhi come in ipnosi regressiva per raccontare la storia dei Fratelli Simonetti dei pazzi Simonetti molti pensano che sia una favola nera da raccontare ai bambini per spaventarli e tenerli lontani dalla droga e dall’anarchia molti sanno cosa è successo ma non parlano sono stati maledetti finiti nell’oblio della storia i loro nomi cancellati come file pieni di virus anche se dentro rimane qualcosa qualcosa di amaro odiati da tutti senza distinzione di fede e idee politiche ricordo che facevano paura la loro faccia mostruosa infettata nelle carceri per la loro anarchia impazziti per questo giravano come nomadi dell’anticristo di città in città provocatori dissacratori dell’immaginario sempre nell’avanguardia anticipatori drogati di oppio e di vino alla ricerca spasmodica di vie iniziatiche si credevano immortali vestivano di stracci che avevano una loro eleganza poi arrivarono gli anni della violenza radicale la sua fine nella fuga nel riflusso la sua fine per colpa mia il samurai hippy la sua fine nell’eroina il partito della negazione della vita che avanzava come un esercito in una prateria senza difese I Fratelli Simonetti I pazzi Simonetti mi chiesero il sacrificio estremo questo compito è affidato a noi porteremo il vangelo porteremo l’eroina porteremo il nichilismo dentro un camion per risvegliare gli spiriti dormienti della vendetta la nostra vendetta arrivarono gli anni di plastica tra l’apparenza e il pensiero debole anche se gioiosi edonisti senza regole la nostra città una zona franca sesso e droga libera ma la guerra era imminente il seme della follia era stato seminato non c’era scampo il prezzo da pagare è stato alto I Fratelli simonetti i pazzi Simonetti in fuga sempre con la loro maledizione sempre addosso

Lobotomia

non ricordo nulla non ho un passato a cui appoggiarmi solo lampi di vita che si perdono come gocce di pioggia sul selciato vorrei parlare ma non posso non so perché ma io la chiamo Lobotomia non ci sono cicatrici sulla fronte ma io la chiamo Lobotomia quel dolore quel dolore senza fine solo l’incoscienza mi faceva ridere ridere della Lobotomia non ci sono medicine per curarsi ho perso tutto non posso neanche scrivere appunti sul diario non ricordo nulla di te i tuoi capelli la tua voce sei come un sogno che si dimentica appena svegli quelle emozioni le ho perse per sempre non so perché ma io la chiamo Lobotomia non ci sono cicatrici sulla fronte ma io la chiamo Lobotomia quel dolore quel dolore senza fine solo l’incoscienza mi faceva ridere ridere della Lobotomia non ci sono medicine per curarsi Lobotomia

“Desaparecido”

Nessuno ti ricorda più non hai più un nome non hai più un volto “Desaparecido” “Desaparecido” “Desaparecido” della nostra bella democrazia la tua storia era scritta su tutti i muri di questo paese eri un autonomo un cattivo maestro un trascinatore un uomo che non si voleva piegare per questo sei stato ammazzato con una siringa piena di eroina la tua vita è volata via volevano dare la colpa ad altri ma la verità è venuta fuori i tuoi assassini fratelli senza dignità sono diventati eroi in cambio della tua vita hanno ricevuto medaglie e denaro e senza pudore li vedi camminare fieri “Desaparecido” “Desaparecido” “Desaparecido” questo è il prezzo che si deve pagare per vivere in pace questo è il sacrificio di sangue che chiede lo Stato assetato di vendetta e di gloria e voi cittadini alzate le mani in segno di forza ma siete solo dei replicanti senza memoria con i vostri ipocriti valori “Desaparecido” “Desaparecido” “Desaparecido” nessuno ti ricorda più non hai più nome non hai più un volto “Desaparecido” “Desaparecido” “Desaparecido” della nostra bella democrazia la tua storia era scritta su tutti i muri di questo paese eri un autonomo un cattivo maestro un trascinatore un uomo che non si voleva piegare per questo t’hanno ammazzato “Desaparecido” “Desaparecido” “Desaparecido”

Valentina

Valentina sei comparsa tra mille altre ma eri diversa una Principessa vestita di nero non capivo perché avessi scelto me pensavo di sognare mi avevi stregato ma vivere in quel mare era pericoloso non c’erano boe di salvataggio per me ed io non sapevo nuotare mi rimane il ricordo Valentina di noi due troppo sfocato il tradimento con un “amico” il tuo conformismo e poi la mia scelta estrema di farla finita con quelle pillole comprate in farmacia ma sono ancora vivo Valentina oggi penso che non hai colpe tu volevi solo vivere ed io ero un peso troppo grande ma non capisco tutte quelle parole la vita è compromesso ed io non l’ho fatto Valentina ti ho vista per caso ieri non vestivi più di nero camminavi davanti a me volevo che mi vedessi volevo che mi guardassi che mi giudicassi volevo che ricordassi Valentina ho incontrato il tuo sguardo ridevi ma eri lontana troppa lontana da me ed io non ho retto troppe paure l’insicurezza tremavo tremavo quel passato che ritorna la paura del ricordo di quel gesto estremo adesso posso dirti solo questo Valentina sono cambiato diverso non rido più senza motivo non scherzo più su tutto aspetto aspetto ma non so più che cosa Valentina

Doppelgänger

è troppo tardi per cambiare il mio passato Doppelgänger esplosioni a non finire ricordi sfocati forse allucinazioni forse è tutto vero Doppelgänger ma non riesco ad avere paura di te non riesco ha condannarti Doppelgänger dove sei ora? un demone anarchico un satiro senza morale un folle stregone un ebreo rinnegato un vampiro drogato un ragazzo sensibile la diversità dell’odio per te non c’è pace Doppelgänger i morti seppelliscono i morti tutto è stato possibile poteva essere diverso anche soli contro il moloch ti hanno tolto il nome la tua vita un esperimento genetico ecco cosa sei Doppelgänger ti credevano finito sepolto vivo ma per tanto tempo hanno avuto paura Doppelgänger 20 anni ci sono voluti 20 anni generatore di kaos e l’anarchia faceva tremare le loro piccole e sane ipocrisie un demone anarchico un satiro senza morale un folle stregone un ebreo rinnegato un vampiro drogato un ragazzo sensibile sei anche questo Doppelgänger oggi non c’è scampo per te Doppelgänger alla fine un esercito colorito t’ha distrutto ma non pensare con la loro morale piena di ipocrisie e di calore cristiano nasconde un velo di violenze senza fine arrivederci  Doppelgänger aspetto insieme a te quel sogno di un nuovo inizio lontano il vangelo è il seme della follia cresceva forte non aveva paura di niente e nessuno così dicevano i vecchi l’oppio era una pianta una cultura antica il vangelo la festa con i dolcetti in quella casa vecchia Morfeo era sceso tra di noi tutto era bello dopo bisognava resistere ed aspettare la prossima festa ma quello in cui noi credevamo era il seme il seme della follia di là a poco non c’erano più dolcetti ma siringhe sporche di sangue persone fratelli che non l’ho erano più distrutti dall’eroina ma io non volevo non potevo credere che il vangelo il vangelo fosse il seme della follia che la rigenerazione il risveglio chiedesse un sacrificio un sacrificio umano

Uno spettro si aggira per l’Europa

intro: Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro di Simonetti Walter Tutte le potenze dell’Impero si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa, Berlusconi , D’Alema, Fini e Bossi, i poliziotti italiani, radical chic ed i neofascisti in tutta Europa anno un solo nemico: Simonetti Walter traditore rinnegato assassino pazzo stregone apostata dell’anima ebreo per la gente (ma non si offende!!) artista da baraccone regista attore tra Hollywood e Bollywood sciamano drogato musicista genio della chimica stravagante anarchico stirneriano donnaiolo (ma dove sono finite??) permaloso individualista un essere umano un essere umano Simonetti Walter braccato torturato odiato invidiato deriso umiliato distrutto perseguitato controllato da un esercito di “nazi” cristiani devoti ex-comunisti eroi dell’omertà cani rabbiosi idioti stolti ma ancora vivo vivo Simonetti Walter

Un sogno a colori

era il 1977 avevo 6 anni fuori da ogni legge degli uomini vestiti di nero mi portarono via dalla mia famiglia dalla mia vita in una clinica segreta creata nel ventennio dove si facevano esperimenti dicevano di aiutarmi dicevano che stavo male invecchiavo precocemente sembravano gentili ma era solo apparenza lupi con la vesti di agnello ricordo quel film che proiettavano spesso qualcuno volò sul nido del cuculo era l’inferno con tanti bambini qualcuno morì in circostante poco chiare i bravi dottori ci tolsero due anni due anni ringiovaniti e da quel giorno diventammo un segreto di Stato facevano esperimenti come i nazisti perché lo erano per me avevano un progetto qualcosa che è difficile raccontare che è difficile credere uscii dalla clinica con un altra faccia una plastica fatta male una sentenza capitale ti porteremo via il nome la dignità ti porteremo via dalla tua famiglia come sotto le leggi razziali perché tu non sei altro che un ebreo rinnegato perché tu non sei altro che un ebreo rinnegato mi alzo dal letto guardo che ore sono DIO ho 25 anni non posso credere è stato un sogno un sogno a colori l’unico della mia vita  20000 Anime Ci sono 20000 Anime Che aspettano la verità Ci sono 20000 Anime Che piangono inascoltate Ci sono 20000 Anime Scomparse dalla storia Ci sono 20000 Anime Trucidate per la ragion di Stato Ci sono 20000 Anime Che gridano nel nulla Ci sono 20000 Anime Ed io sono una di loro Gli assassini criminali impuniti i loro figli in doppiopetto oggi ridono e se ne fanno un vanto

la falce 1980

“la falce devi usare la falce” io non capisco ma i fratelli insistono solo così ti puoi vendicare è triste ma reale il DIO bambino ha bisogno di sangue “la falce devi usare la falce” arrivano non cercano mediazioni tutto per loro è chiaro la rabbia la rabbia non ha padroni mi vengono addosso ed io penso alla falce scappo la vedo la prendo il bambino cade a terra è morto è morto il mondo finisce il quel momento “falce devi usare la falce” le urla le grida lo strazio il DIO bambino ha bisogno di sangue come un vampiro credo di vivere in eterno il sangue sulla mia bocca un mostro da oggi per tutti sono un mostro un assassino…….

Daigoro – Samurai

Il traditore dell’anarchia

tu mi guardi e non capisci giudichi senza conoscere la mia vita mi condanni senza appello rinvanghi quella storia per colpa tua è finito tutto hai sputtanato il movimento sei un traditore il traditore dell’anarchia “sono Simonetti” Simonetti Walter (il mio nome ti fa paura) ricordo la galera ho firmato quel foglio avevo 6 anni in carcere con i terroristi dove la paura ti rendeva umano il tempo è passato ragazzo mi guardi di nuovo negli occhi e non vedi “nulla” mi odi per quello che ho fatto sono solo ora senza amici c’è il vuoto intorno a me e non è l’indifferenza che mi fa paura ma quell’odio che si respira nell’aria sono stanco ma non vedo compromessi combatto questa battaglia ora che non c’è più niente da dire ora che non c’è più niente da fare e mi chiami traditore dell’anarchia sono Simonetti Simonetti Walter (il mio nome ti fa paura) mi guardo indietro e mi specchio forse rido troppo mi chiami nichilista e la cosa non mi da fastidio ma però non capisco ragazzo perché sei invidioso geloso della mia vita perché non accetti che sono Simonetti il traditore dell’anarchia

Il sacrificio umano

ascolta bambino ascolta oh tu che sei l’unico il sacrificio umano la voce dell’Ordine la parola è potenza materia che si plasma ascolta ed impara ne avrai bisogno ascolta bambino ascolta oh tu che sei l’Unico il sacrificio umano la tua vita è in bilico sei debole sei piccolo quella tosse maledetta lo Stato ti cerca devi scappare imparare a nuotare tra i pescecani imparare ad odiare ricorda l’autodifesa il libro dello splendore ricorda tu sei l’Unico il sacrificio umano non dimenticare non dimenticare non hai scelta questo è il tuo futuro non hai scelta questo è il tuo futuro scappa noi siamo i demoni siamo nella riserva e il cacciatore vuole il nostro scalpo ricorda l’autodifesa il libro dello splendore t’hanno ammazzato ma sei tornato dal limbo oh tu che sei l’unico il sacrificio umano ti sei rigenerato Simonetti, Simonetti Walter era il tuo nome ma adesso chi sei?? cosa sei?? un demone un demone implacabile della negazione

il provocatore

aspettavamo la fine del comizio tesi ubriachi e carichi di anfetamina Massimo gridò un urlo di disperazione lo scontro era imminente l’idea era nell’aria come una pistola che esplode i mattoncini del selciato volavano contro i caschi dei poliziotti e tu ragazza non capisci che io sono un provocatore piccolo e fragile parli d’infiltrati gente che non c’entra niente col movimento aspettavamo la fine del comizio tesi ubriachi e carichi di anfetamina Massimo gridò un urlo di disperazione lo scontro era imminente l’idea era nell’aria come una pistola che esplode i mattoncini del selciato volavano contro i caschi dei poliziotti e tu ragazza non capisci che io sono un provocatore parli d’infiltrati gente che non c’entra niente col movimento ma solo in quell’istante la ribellione viene fuori tu ragazza non capirai mai non crederai mai alle mie parole io sono un provocatore piccolo e fragile

Ralph supermaxieroe

TSO

1 non conoscevo questa parola T.S.O. T.S.O. T.S.O. non credevo potessero farlo T.S.O. T.S.O. T.S.O. era mattina davanti a casa l’ambulanza e i vigili gentilmente mi prendono mi mostrano un foglio firmato dal sindaco e dallo psichiatra non faccio resistenza ho capito che la mia fuga è finita la libertà deve ancora venire T.S.O. T.S.O. T.S.O. entro nel reparto stordito solo dall’ambiente T.S.O. T.S.O. T.S.O. mi sembra famigliare gli infermieri i medici riconosco le voci solo sensazioni??? mi dicono che è la prima volta ma non credo ad una sola parola ci sono già stato e diritti non ne hai qui regna l’ipocrisia racconto qualcosa della mia storia il medico mi guarda come se pronunciassi una lingua morta T.S.O. T.S.O. T.S.O. mi adeguo divento un soldatino aspetto il mio turno guardo gli altri malati qualcuno si lamenta vomitano urlano e come me sono sedati e ci si abitua alle pillole del controllo fino a che non puoi farne a meno ogni giorno uguale all’altro scandito dalla sigaretta voglio uscire non si può fare da soli la guerra all’omertà voglio uscire stanco di questa gente

Sentire le voci

2 le voci io sento le voci come è difficile spiegare come è difficile credere alle voci dentro la mia testa forse è un demonio dal nome impronunciabile forse è qualcuno più vicino a te non chiede la tua anima ma solo rieducarti plasmarti ormai sei un numero seriale le voci io sento le voci echi di persone che vedi sulla strada a volte scherzano con te molto spesso ti aggrediscono speri solo che finisca e disprezzi questo paradiso con i suoi angioletti fatto di conti in banca e di nasi sporchi di polvere bianca le voci io sento le voci come è difficile spiegare come è difficile credere alle voci dentro la mia testa non ricordo più come tutto è iniziato a volte pensi di essere speciale forse troppo speciale

la maschera del diavolo Messico 1996

seduto dentro una capanna nella Realidad (Messico 1996) avevo davanti Marcos tremavo e non capivo i suoi discorsi anche tu hai una maschera la maschera del diavolo fatta di carne e sangue e poi quel foglio quelle parole scritte col timbro dello Stato quella donna francese che dice di conoscermi sei un dormiente Riccardo sei un dormiente Riccardo prigioniero nel tuo paese un killer dell’ordine degli assassini non posso credere non voglio credere ma qualcosa mi dice, dentro me, che è vero anche tu hai una maschera la maschera del diavolo fatta di carne e sangue seduto dentro una capanna nella Realidad Messico 1996 ora aspetto il verdetto arriva la donna francese che si spoglia nuda mi prende con forza è l’amore ma dopo come in una storia nera tutto ritorna come prima anche tu hai una maschera la maschera del diavolo fatta di carne e sangue

V for Vendetta

la festa di Halloween

Halloween Halloween Halloween tu sei Halloween quel giorno maledetto una lama affilata tagliò la gola di molti stronzi maiali prevaricatori quel giorno maledetto sfidasti il mondo senza pudore senza pensare al domani quel giorno maledetto una lama affilata tagliò la gola di molti stronzi maiali prevaricatori perché tu sei Halloween volevi giustizia ed ottenesti la prigione è a cielo aperto ma non c’è ragione perché tu rimanga ad aspettare Halloween Halloween Halloween ora ti nascondi dietro quel viso senza espressione dietro quei silenzi che non hanno voce ti nascondi e dicono che sei sensibile troppo sensibile non c’è ragione perché tu rimanga ad aspettare Halloween Halloween Halloween

Autodafé (“atto di fede”)

una storia vera accaduta pochi anni fa… era un giorno normale se così si può chiamare camminavo estraniato da tutto arrivano in molti col sorriso dipinto in volto mi prendono di peso come dei vigliacchi sembrano dei maiali dei nazisti post moderni degli eroi comunisti la Santa Inquisizione che porta la croce del supplizio e della vergogna e tutti gridano morte al demone morte al demone tutti gridano Autodafé (“atto di fede”) Autodafé (“atto di fede”) Autodafé (“atto di fede”) Autodafé (“atto di fede”) non c’è ragione che possa parlare non c’è grido che possa aiutare legato ad un palo il fuoco è sotto di me allora penso solo il silenzio il silenzio questi sono esseri umani?? questi sono esseri umani?? il fumo solo questo mi può aiutare a morire prima a morire davanti a queste brave persone nel cuore dell’occidente civilizzato e li guardo per l’ultima volta sembrano dei maiali dei nazisti post moderni degli eroi comunisti la Santa Inquisizione che porta la croce del supplizio e della vergogna mentre tutti gridano morte al demone morte al demone tutti gridano Autodafé (“atto di fede”) Autodafé (“atto di fede”) Autodafé (“atto di fede”) Autodafé (“atto di fede”)

Mindfucking

esiste un sistema uno stato di cose che tu non conosci la tua vita è solo per il Principe uno scherzo del destino controllano la tua mente con quelle medicine Mindfucking ufficialmente bandite da ogni Stato Mindfucking controllano la tua mente con quelle medicine rimani interdetto da queste parole ma sai che c’è qualcosa che non va dentro e fuori di te ti hanno resettato come un computer pieno di Virus ma non per metterlo in sesto solo per il gusto di violentare la tua vita per renderti un vegetale ore giorni anni hai perso storie di violenza di amore di vita vissuta Mindfucking Mindfucking ti guardi intorno perché vuoi capire chi sono queste persone che vengono di notte a casa tua ti prendono nel letto mentre dormi pronti con la siringa pronti per il Mindfucking ma non c’è nulla da capire non c’è nulla da cercare sono solo maiali feccia umana uomini che hanno perso la dignità e tu non puoi parlare questo è Mindfucking questo è Mindfucking sono solo maiali feccia umana ti parleranno di droghe ed alcol di come ti sei buttato via ti sorrideranno come se fossero degli amici premurosi ma sono solo maiali feccia umana uomini che hanno perso la dignità questo è Mindfucking questo è Mindfucking

Io sono il Messia

ascolta mia giovane amica Simonetti ti parla per l’ultima volta anche se non ha più senso anche se parole non contano più “io sono Zarathustra sono il messia la stella del mattino non sono pazzo come un angelo caduto credo solo in me stesso dopo anni di silenzio scendo ancora dalla montagna ma non trovo più nessuno la talpa è sparita le genti non vogliono ascoltare la parola dell’Unico che muore gli stolti sono ancora lì ma non ridono più come un tempo pieni di arroganza si credono padroni della vita altrui alzano bandiere nere alzano bandiere rosse alzano bandiere azzurre io non ho più bandiere solo in nulla creatore solo provocazione ANARCHIA PRIMORDIALE “io sono Gesù Cristo sono il messia figlio degli uomini non sono pazzo per la seconda volta vengo a voi ad annunciare dopo 2000 anni che DIO è morto vengo a voi ad annunciare la parabola del nichilismo l’ANARCHIA PRIMORDIALE ma i cristiani difensori della vita vogliono il mio sangue vogliono la mia carne la mia vita issata in una croce i mercanti i padroni il popolo la moltitudine delle genti invoca il patibolo invoca la galera per il messia per l’assassino” “io sono Simonetti Walter sono il messia perduto dimenticato un pazzo drogato un traditore rinnegato nemico del popolo non cerco il perdono degli uomini onesti dei padri di famiglia degli eroi nazionali criminali protetti dallo Stato con le loro mani sporche di sangue aguzzini senza vergogna non cerco il perdono delle persone per bene dei forcaioli senza memoria non cerco il perdono della nazione con le sue vetuste bandiere nere rosse azzurre” ascolta mia giovane amica Simonetti ti parla per l’ultima volta “aspetto solo te con le tue forme aspetto solo te con le tue risate cerco la mia tribù l’Esodo L’ANARCHIA PRIMORDIALE cerco la mia tribù l’Esodo L’ANARCHIA PRIMORDIALE

La Setta dei satanisti cristiani

sono passati anni ma ricordo quel giorno la città Ducale seduti in piazza davanti alla fontana il Professore parlava ai suoi amici (io ero lì vicino ad ascoltare in segreto) sembra una città come le altre sembra un posto tranquillo le persone sembrano “normali” conformisti fino all’eccesso ma è solo apparenza solo una facciata che si rompe facilmente c’è stata una guerra senza esclusione di colpi l’ultimo canto del cigno degli anarchici stirneriani chiamati antitaliani portatori di Kaos sono stati distrutti divisi estinti ora in quella isola felice il potere del Principe (dello Stato) regna sovrano ma nel sotterraneo cova il culto segreto La Setta dei Satanisti Cristiani dicono di essere discendenti di Gesù Cristo dicono di essere il vero cristianesimo credono nel sacrificio umano credono nel capro espiatorio che funge da catalizzatore degli istinti bestiali del buon cittadino odiano gli ebrei e i diversi credono in creature spaventose extraterrene uomini demoni creati in laboratorio per loro sono angeli venuti ad aiutarli si riuniscono in certe date praticando starni rituali paganocristiani si credono dei superuomini ma in realtà sono la Setta dei Satanisti Cristiani una lobby trasversale da sinistra a destra intoccabili ufficialmente scomunicati dalla Chiesa ma è solo apparenza è uno scandalo al sole un segreto di Stato il Professore si volta verso di me pronuncia il mio nome rimango di stucco in un foglio avevo copiato la sua storia sembra una città come le altre sembra un posto tranquillo le persone sembrano normali conformisti fino all’eccesso ma è solo apparenza nel sotterraneo cova il culto segreto La Setta dei Satanisti Cristiani dicono di essere discendenti di Gesù Cristo dicono di essere il vero cristianesimo credono nel sacrificio umano credono nel capro espiatorio che funge da catalizzatore degli istinti bestiali del cittadino moderato odiano gli ebrei e i diversi negazionisti vivono nell’ipocrisia credono in creature spaventose extraterrene uomini demoni creati in laboratorio per loro sono angeli venuti ad aiutare i fedeli in Cristo ma in realtà sono la Setta dei Satanisti Cristiani una lobby trasversale da sinistra a destra intoccabili ufficialmente scomunicati dalla Chiesa ma è solo apparenza è uno scandalo al sole un segreto di Stato c’è un compromesso in quella città un compromesso scritto col sangue del capro espiatorio molti parlano molti credono di essere contro la Setta dei Satanisti cristiani ma in pochi hanno resistito la dignità dell’uomo si misura anche così…

Gli Illuminati di Baviera

sono tornati perché non credevo in loro sono tornati per la compensazione sono tornati ed io ero lì ad aspettarli affascinato disperato sono tornati perché gli ho invocati una maledizione una leggenda gli Illuminati di Baviera la società esoterica dello ZeroAstro gli Illuminati di Baviera la società esoterica dello zeroAstro li vedo davanti a me in alto in pose stravaganti è impossibile ma sono loro ridono come matti l’élite la crema degli anarchisti è un gioco di specchi in mano hanno fili invisibili che muovono persone dalla buona reputazione come burattini i Presidenti girano impazziti il batter d’ali di una farfalla può provocare un tornado è un gioco di specchi guardo più in alto ci sono i sinistri fratelli maledetti il vecchio della montagna il Conte l’Aragonese Amedeo Bordiga Bhagwan Aziz Mehmed Effendi Toni ed Oreste il filosofo maledetto con i suoi libri e c’è una sedia vuota non puoi fuggire dal passato il batter d’ali di una farfalla può provocare un tornado è la loro vendetta è la mia vendetta una maledizione una leggenda gli Illuminati di Baviera la società esoterica dello ZeroAstro gli Illuminati di Baviera la società esoterica dello ZeroAstro sono sopra un banchetto lunghissimo c’è tutta la città ed oltre mangiano come lupi affamati scherzano e deridono l’Unico mangiano la mia carne bevono il mio sangue cannibali e licantropi con la coscienza pulita scherzano e deridono la vittima del sacrificio cannibali e licantropi con la coscienza pulita credono che il potere della parola la potenza costituente svanisca per sempre mangiando la carne del caprone li guardo ma non mi vedono sono uno spettro non sanno che il batter d’ali di una farfalla può provocare un tornado poi arriva lui con i suoi vestiti stracciati con i suoi capelli corvini spettinati con la sua bellezza innata con la sua voce incantevole mi parla sono in ginocchio davanti (a Walter) io ti ho rubato la vita il suo volto cambia in continuazione siamo vicini siamo la stessa persona una maledizione una leggenda gli Illuminati di Baviera la società esoterica dello ZeroAstro gli Illuminati di Baviera la società esoterica dello ZeroAstro il batter d’ali di una farfalla

Biografia fantasy ucronica

Simonetti Walter, nato a Milano il 07/01/1971, è un demone implacabile della negazione, un portatore di luce, appartenente suo malgrado all’Ordine Galattico della Stella “La Cultura”, chiamato anche “Gli Illuminati”. Ultimo dirigente del Partito dell’Anarchia, mascotte del movimento del 77, cresciuto dai “cattivi innominabili maestri”. Discendente di un popolo maledetto che arriva dall’antica Sumeria, di origini extraterrestri, gli Anunnaki. Tra i suoi antenati troviamo  Zorasrtaini,  Zeloti, Nizariti detti anche Assassini e i baschi.  Per semplificazione viene considerato un ebreo rinnegato. Un esperimento genetico lo ringiovanisce di 4 anni: nasce per l’anagrafe l’11/05/1975 a Fossombrone. E’ soggetto a multi personalità,  e ha Disturbo borderline di personalità (1). Risulta per scienziati, medici, religiosi essere immortale e amorale. La super intelligenza artificiale che sprigionava, e la sua memoria, tramite interventi di lavaggio del cervello e controllo mentale, se ne vanno per sempre all’inferno. La dislessia l’accompagna per il resto della sua vita. Ma resta un individuo Unico, speciale, terrorista poetico, spia ed agente provocatore doppiogiochista dello SDECE, e gola profonda al servizio della Stasi, cacciato con disonore dalla Legione Straniera. La pubblicazione nel 2007 di blog su internet segna per Simonetti Walter (l’ebreo che ride) la fine della militanza in progetti più direttamente postsituazionisti (e politici O_O) nella scena subavanguardista internazionale. Vere e proprie T.A.Z (1977-2000), come quelle del Consiglio degli Unici, l’intervista al Moro con il vecchio della montagna, la morte del demone postmoderno, il Livello 14, il gruppo TNT e i freak di Lucifero, il Nuovo Ordine Mondiale, Gli Illuminati sezione mongoloidi di Fossombrone (la compagnia fittizia). Poi proseguita fino al 2006 con la diffusione di bigliettini da visita locandine in luoghi strategici, magici (locali alternativi, centri sociali, vie e piazze di Bologna, Fano, Rimini, Firenze, Milano, Parigi, la Realidad). Ma “Simonetti Walter” non è solo un ex anarchico stirneriano: é anche il nome di una leggenda metropolitana, una setta ipersegreta, piccola comunità iniziatica (macchina desiderante nomadica), che raccoglieva attorno a Walter alcuni dei suoi amici e collaboratori. Su questa setta (società pirata), realizzazione di una “violenta congiura dissacrante” che sarebbe stata fondata addirittura sul sacrificio umano di una vittima consenziente, un importante dossier in gran parte inedito fa ora per la prima volta piena luce in queste pagine postmaterialiste.

(1) Disturbo borderline di personalità

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Vai a: Navigazione, cerca Disambiguazione – Se stai cercando Organizzazione (psichica) Borderline, vedi Organizzazione Borderline. Il disturbo borderline è un disturbo di personalità che viene sinteticamente descritto come grave patologia caratterizzata da instabilità pervasiva dell’umore, delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé, dell’identità e del comportamento, e una più generale anomalia nella percezione del senso di sé.

Il termine borderline deriva dall’antica classificazione dei disturbi mentali, raggruppati in nevrosi e psicosi, e significa letteralmente “linea di confine”. L’idea originaria era riferita a pazienti con personalità che funzionano “al limite” della psicosi pur non giungendo agli estremi delle vere psicosi o malattie gravi (come ad esempio la schizofrenia). Questa definizione è oggi considerata più appropriata al concetto teorico di “Organizzazione Borderline“, che è comune ad altri disturbi di personalità, mentre il disturbo borderline è un quadro particolare. Le formulazioni del manuale DSM IV e le versioni successive, come pure le classificazioni più moderne internazionali (ICD-10) hanno ristretto la denominazione di disturbo borderline fino a indicare, più precisamente, quella patologia i cui sintomi sono la disregolazione emozionale e l’instabilità del soggetto. È stato proposto perciò anche un cambio di nome del disturbo. Il disturbo borderline di personalità è definito oggi come disturbo caratterizzato da vissuto emozionale eccessivo e variabile, e da instabilità riguardanti l’identità dell’individuo. Uno dei sintomi più tipici di questo disturbo è la paura dell’abbandono. I soggetti borderline soffrono di crolli della fiducia in sé stessi e dell’umore, tendono a cadere in comportamenti autodistruttivi e distruttivi delle loro relazioni interpersonali. Alcuni soggetti possono soffrire di momenti depressivi acuti anche estremamente brevi, ad esempio pochissime ore, ed alternare comportamenti normali. Si osserva talvolta in questi pazienti la tendenza all’oscillazione del giudizio tra polarità opposte, un pensiero cioè in “bianco o nero”, oppure alla “separazione” cognitiva (“sentire” o credere che una cosa o una situazione si debba classificare solo tra possibilità opposte; ad esempio la classificazione “amico” o “nemico”, “amore” o “odio”, ecc.). Questa separazione non è pensata bensì è immediatamente percepita da una struttura di personalità che mantiene e amplifica certi meccanismi primitivi di difesa. La caratteristica dei pazienti con disturbo borderline è, inoltre, una generale instabilità esistenziale. La loro vita è caratterizzata da relazioni affettive intense e turbolente che terminano bruscamente, e il disturbo ha spesso effetti molto gravi provocando “crolli” nella vita lavorativa e di relazione dell’individuo. Il disturbo compare nell’adolescenza e concettualmente ha aspetti in comune con le comuni crisi di identità e di umore che caratterizzano il passaggio all’età adulta, ma avviene su una scala maggiore, estesa e prolungata determinando un funzionamento che interessa totalmente anche la personalità adulta dell’individuo.

Diagnosi secondo il DSM [modifica]

Il disturbo di personalità borderline è un disturbo delle aree: affettivo, cognitivo e comportamentale. Le caratteristiche essenziali di questo disturbo sono una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’autostima e dell’umore e una marcata impulsività, che iniziano nella prima età adulta ma possono comparire già nell’infanzia e sono presenti in una varietà di contesti, come indicato da cinque (o più) dei seguenti sintomi:

  1. Frequenti ed immotivate oscillazioni dell’umore
  2. Persistente instabilità nell’immagine di sé
  3. Frequenti ideazioni suicide e/o comportamenti autolesivi
  4. Senso cronico di vuoto e inutilità
  5. Paura ingiustificata dell’abbandono, che spinge spesso a comportamenti manipolatori e/o possessivi atti ad evitare lo stesso
  6. Comportamenti impulsivi in almeno due aree a rischio, quali ad esempio: gioco d’azzardo, guida spericolata, abuso di sostanze, disturbi dell’alimentazione, sessualità promiscua o sregolata
  7. Sintomi dissociativi infrequenti e, comunque, circoscritti a periodi di particolare stress (para-allucinazioni)
  8. Marcata disforia e reattività emotiva, incapacità di controllare la rabbia e/o comportamenti eterolesivi
  9. Oscillazione fra estremi di idealizzazione e svalutazione all’interno delle relazioni interpersonali

Diagnosi differenziali [modifica]

Trattamento [modifica]

È indispensabile un trattamento psicoterapico, anche se è molto difficile portare a termine tale trattamento a causa dei frequenti abbandoni da parte del paziente. Tali trattamenti possono durare anni. Il livello dell’assistenza va dal trattamento ospedaliero al trattamento ambulatoriale. Possono essere adottate psicoterapie individuali, terapie cognitivo-comportamentali, terapie di gruppo interpersonale, terapie familiari. È consigliabile un approccio integrato tra psicoterapia e farmacoterapia, quest’ultima a base di stabilizzatori dell’umore (al litio si preferisce il valproato) ad ansiolitici, se necessari, ed antidepressivi, i quali andranno sospesi al minimo sospetto dell’inizio di un periodo di mania.

Antidepressivi [modifica]

Gli SSRI si sono dimostrati efficaci nell’alleviare l’ansia e la depressione, come la rabbia e l’ostilità, associati in alcuni pazienti affetti da questa patologia. Secondo alcuni ci vuole una dose maggiore di SSRI per trattare i disordini dell’umore associati al disturbo borderline di personalità[senza fonte] ed è necessario un periodo maggiore affinché gli effetti benefici dei medicinali appaiano, piuttosto che nella depressione.

Antipsicotici [modifica]

I nuovi antipsicotici atipici sono noti per avere degli effetti migliori di quelli tipici. Gli antipsicotici sono anche usati per trattare distorsioni del pensiero o false percezioni. L’uso degli antipsicotici è generalmente di breve termine. Una meta-analisi su due test casuali controllati[senza fonte], quattro test non-controllati e otto casi, suggeriscono che parecchi antipsicotici atipici come la clozapina, l’olanzapina, la quetiapina e il risperidone, possono aiutare i pazienti affetti dal DBP con sintomi para-psicotici, impulsivi e intenti suicidari. Tuttavia, ci sono molti effetti collaterali attribuibili agli antipsicotici atipici, quali la discinesia tardiva, il forte aumento di peso corporeo e tutto ciò che ne consegue.

Post-fazione e futuro anteriore

L’Ucronia Wanted Simonetti Walter è un racconto in versi di fantapolitica. Con parole primitive l’autore si avvicina a P.K. Dick, con in testa la scimmia di William Burroughs. In Italia c’è stata un conflitto di classe segreto senza esclusioni di colpi. Lo Stato democratico, il Partito Comunista, la Chiesa e neofascisti hanno condotto una guerra segreta contro gli ebrei rinnegati (chiamati anche demoni sumeri, anti italiani), una vera e propria quinta colonna accusati di tradimento della nazione. Organizzati nella Fazione Anarchica prima e poi nella narco-guerriglia del Livello14. Questa è la storia di un capro espiatorio di nome Simonetti Walter e della sua lotta disperata contro i mulini a vento, per la verità. Contro di lui lo Stato intero, ormai nudo di fronte alle sentenze della Corte Europea per i diritti dell’uomo e delle deliberazioni del Parlamento Europeo, tenta il tutto per tutto per non smentire il suo spettacolo degradante e ridicolo, ma sempre totalitario. Viene ordinato alla fine del 2000, dopo la paura e il deliro a Bologna e la ribellione prometeica avvenuta durante il mese successivo, l’applicazione di un Sistema atroce per l’annientamento psicofisico dell’Iconoclasta (prima che la società cyber mediatica  che tanto lo odia, lo incoroni Re per una giorno).  Prima che uno dei segreti di Pulcinella dello Stato Italiano; La famigerata Klinica (creata dal duce) che negli anni 70 fece esperimenti genetici su più di 120 minori, colpevoli di essere figli di anarchici e di militanti dell’ultrasinistra, ritorni sulla bocca di tutti. Grazie o per colpa di Simonetti Walter. Il mezzo per fermarlo  si chiama “Sistema Amerikano” (S.A.). Il S.A. è un prodotto dell’uomo, uno dei metodi più criminali per rieducare e distruggere una persona, una vera e propria tortura, che l’attuale ordinamento democratico populista usa nell’illegalità più nera. Fuori dal diritto e dalla dignità umana agenti della contro rivoluzione preventiva agiscono indisturbati, devono insabbiare con ogni mezzo necessario l’infame storia dell’isola felice, che è poi la storia di una Nazione. Che non ha saputo fare i conti con il passato, con il suo peccato originale. Siamo nel pieno dello stato d’eccezione con il consenso infame della società civile e della borghesia colta, viola di vergogna.  Ci sono leggi speciali non scritte che lo permettono, un lascito del fascismo che non è mai stato distrutto veramente. Solo Marco Fanella non partecipa al banchetto e si oppone alla persecuzione. Forse perché non accetta questa forma di cannibalismo post moderno, che rimane inalterato dai secoli della Santa Inquisizione, antiche leggi mai cancellate quelle del sacrificio umano e dell’ebreo come capro espiatorio. Dei vecchi cattivi maestri che l’hanno allevato solo Mascalzone tenta un approdo con i guanti per non sporcarsi, ma è fuori tempo massimo. Gli altri si guardano bene dal nominarlo, ripetono come una litania magica che Simonetti non fa parte del Movimento è solo un pazzo infiltrato, un anti italiano. L’accusa per la società benpensante e i post stalinisti è di essere un agente provocatore al servizio dell’Ordine della Stella ”La Cultura”, cioè una spia, un killer della Francia. Per la sinistra Radical Chic, sempre più lontana dal socialismo scientifico di K.Marx, è un esperimento creato dai soliti scienziati ebrei, quindi un sionista, appartenente al Mossad, un criminale di guerra. Per l’estrema destra è un demone alieno che rappresenta lo spirito anti-nazionale e fa parte del complotto degli Illuminati per creare uno Stato Mondiale. Alla fine la sentenza è la stessa quest’ebreo rinnegato, questo anarchico strineriano, si è meritato questa folle persecuzione, questo fac-simile di non vita. Simonetti Walter è l’ultimo di quei Iconoclasti che hanno riposto la loro causa su nulla. Questa storia è la fine della leggenda spettacolare dell’Unico. Non può essere recepito come pura finzione, questa Ucronia narra di una distopia possibile il dubbio rimarrà sempre nei nostri pensieri, perché Simonetti Walter è un membro degli Illuminati – Partito Pop Anarchico; scrivere queste pagine è costato sofferenza e dolore, in qualche modo, il protagonista pretende da noi uno sforzo analogo, oltre-umano: credere a tutto e cancellarci come lettori.

A∴A∴ Lega Socialista Marsigliese

3 risposte a “Wanted Simonetti Walter (John doe) Reward $1,000,000

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