La Serie “Simonetti Walter” l’ultima puntata, La FINE!

“Questa è la verità, siamo così normali
Che più ci pensi più ti tremano le mani
Ci mancano le madri ma non lo possiamo dire
Finchè non abbiam vinto non possiamo ripartire
Non possiamo ripartire” Ginevra

“ingrato amore perché m’hai ferito?” Lord Alfred Douglas
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Pagina bianca, quello che avevo scritto non aveva senso ma è difficile scorgerlo un motivo una giustificazione per La Fine della serie dal titolo Simonetti Walter. Un motivo però c’è in quest isola che non c’è? Sono gli ultimi giorni le le ultime notti, l’apocalisse è alle porte.
Nessuno può capire quello che tento di scrivere e nemmeno m’importa, in pochi sono passati oltre la linea del Nichilismo e penso a quella rivista degli anni 20. In quanti siamo 4 o 5 teste di ponte resistiamo mi dico a tutti i costi seguendo la nostra Legge che non ha niente di umano. Già la razza umana non vale la pena di parlarne. Io appartengo ad un altra specie estinta proprio dagli uomini.
La torniamo alle serie di cosa parla e chi è il protagonista? Un buono o un cattivo? Solo un capro espiatorio, un pariah della società virtuale dello spettacolo, segnato a vita da leggi non scritte in questa Repubblica delle banane.
Il protagonista è stanco di vivere dopo l’estinzione, era già stanco prima non c’è bisogno di spiegarlo se avete visto la serie. L’ultimo grido alla moda “ This is the Process! Quel fungo è una opera d’arte contemporanea Greta Insegna al esercito delle 12 scimmie la tattica e la strategia. Un esercito di pazzi come noi. Come me.

Cara Madre, Sorella e Moglie,
in attesa del benefattore penso spesso a te. Ti vedevo ieri guardando Il Regno e ti sembrerà ridicolo dietro il corpo di una dottoressa che un giovane tentava di conquistare. Ma io non sono più giovane e la forza ha parlato. Ti vedevo anche se sei invisibile ai miei occhi ma sento il calore di nostra figlia. Poi penso a quelle persone che ho perso e poi ritrovato. Ma non avanzo nessuna pretesa e Sharon ti amo! Almeno tu nel universo.

Cara Madre, Sorella e Moglie,
una poesia per te:

“Si immaginava di vederla davanti a se” Di Paul Fleming

Benvenuto dolce ospite, balsamo alle mie ferite!
Da dove vieni? Tesoro, abbracciami!
Mi trattieni? Perché ti nascondi?
Dove sei? Vieni qui affrettati?

O come sei giunta al momento giusto!
Come, é di nuovo sparita? Illude me e sé?
Eccola era proprio lei? Cosa mi accade? Sono assopito?
Ma era proprio lei? Come, è svanita?

Ah, ma dì una parola! Sono qui! E tu dove sei?
Sst! No. Non era nulla. Ma cosa succede?
Stava proprio qui davanti a me, non sono pazzo!

Ah, no! Ora capisco. Non era lei in carne e ossa.
Era il suo riflesso nella luce degli occhi miei,
dove si è impressa con la sua bella immagine.

PS: Non sono un poeta ne uno scrittore né un tarlo di biblioteca dove quando andavo. prima del covid-19, giocavo col cellulare e guardavo una ragazza sempre vestita di nero. Una volta i nostri occhi si sono incontrati ed ho percepito una domanda ma non avevo una risposta da darle, poi ho sentito un abbraccio forte non potevo voltarmi era lei che mi diceva Addio!

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