La linea ( di condotta ) del mostro

LA LINEA DEL MOSTRO
di Toni Negri
Qui si parla di mostri, di come essi sono apparsi, talora nel circo, altre volte nei laboratori, o ancora nella politica, ieri oggi e domani, certo di nuovo, – nella filosofia o nella medicina, nel cinema o nella letteratura. Ogniqualvolta il potere dichiara che la storia è finita, e che la natura fa esperienza di un ordine definitivo, sicché felice può essere solo l’uomo che, adeguandosi alla misura, obbedisce e crede, allora il mostro appare a sconfessare ogni normalità, a dire miserabile l’obbedienza e stolta la credenza. Il mostro è un cavaliere che trascina in luoghi pericolosi, ci dice Elfriede Jelinek, ma nello stesso tempo libera dal dogmatismo e incita alla creazione immaginaria (ma presto pratica) di nuovi mondi. Nel «postmoderno», dentro e contro le culture del «new age», il mostro ci salverà, forse, dalla nostalgia della vita semplice e nuda ; sicuramente ci mette in contatto con il laboratorio della dismisura tecnica e dentro a questo ci fa inventare una realtà che noi vogliamo prodotto di potenza collettiva.


Guerra all’0mertà? Guerra agli umani! Per Sara l’ultima tentazione di Cristo


Noi diamo le nostre vite per te, noi diamo il nostro amore
per te Sara (Sharon)
e tu non ci crederai, perché ho la faccia da perdente
e la voce tremolante la voce che mi ha ucciso tante volte
e lodiamo voi lassù sulle stelle 
Siamo Legione, siamo angeli, siamo predicatori, siamo vampiri e lupi, siamo tutto meno che uomini. Grazie a Dio al Nulla!
Siamo La Chiesa del Processo del Giudizio Finale


Veniamo da un altro mondo, da un altro pianeta, da un altro sistema solare 
e quaggiù sulla terra viviamo da pariah da intoccabili anzi vivevamo perché siamo stati estinti. Una pulizie etnica alla luce del sole e dal riso degli ultimi uomini.
 
Sara (Sharon) un ultima parola prima di morire 
di scomparire nel Nulla Creatore, 
io sono un non essere e non ho potuto amare, mi è stato vietato da leggi non scritte di questa Repubblica delle banane. Ma questa è storia che non passa nei giornali e telegiornali e non passa nei mondo dei social nel mondo del cyberspazio nemmeno quello più contro culturale perché sono un traditore e un mercenario.
Ma vedete (compagni) avete ammazzato mia moglie la zingara e mio figlio quasi 20 anni fa’ e avete riso e festeggiato ma chi sarà l’ultimo a ridere? A chi sarà data l’ultima parola che trasforma con la propria volontà la materia. Magia? Illusione? No la vita nuda di un homo sacer.


Sara (Sharon) a volte ti vedo, vicino al letto 
a volte ti sogno ad occhi aperti 
e penso da un vecchio film 
Per favore non mordermi sul collo,
che guardavo spesso e ridevo e piangevo per te Sharon
A volte mi stupisco di te
ma non so cosa dire cosa fare 
Come Elisabetta anch’io ho quella strana maledizione
il mio corpo può da un momento al altro chiedere il conto.
Ma non importa basta che tu ritorni. 
Basta che Mi ritorni in mente. 


La linea di condotta del Mostro 
è una deriva senza approdo 
è un avanzare in territori ostili, è una resistenza senza speranza,
 rinchiuso in un manicomio a cielo aperto 
in un villaggio maledetto da Dio
e da una sostanza radioattiva, la cultura mafiosa.
Ed io ho scelto tra la vita e la morte, per questo vi faccio paura.
Come nel film Stralker io cerco e spero nella La Zona, piena di vita aliena,
e vi dico esseri umani non gettate li le vostre bombe 
perché non potete conquistare qualcosa che non capite e comprenderete mai
li ci sono amici ad aspettarmi
ad aspettare lo stregone folle 
e agli uomini
che vogliono il mio cuore e la mia testa da esibire ai Principi e alla moltitudine
dico venite a prendermi se avete coraggio di affrontare il mostro.

In realtà non ho sonno
Se non do fastidio rimango ancora un poco
Come faccio ad essere viva, ma cosa ne so
Ho pensato che ti sarei piaciuta
Parlami di te, ti va?Alla fine si vince la gloria, ma si perde la testa
Che cosa ti resta?
Oltre i muri di questa stanza
Ho scalato le vette più volte
Sono scesa troppo in basso
Mi sono arrampicata sui vetri
Ma quelli sono rottiNo, non ti dispiacere
Fammi un bel sorriso, come quello della foto
Fammi un bel sorriso, come quello della foto
Fammi un bel sorrisoFammi un bel sorriso, come quello della foto
Compari, scompari, rimani, parlami
Fammi un bel sorriso, ho saputo che sei stato qui
Tempo fa
Fammi un bel sorriso, come quello della foto
Compari, scompari, rimani, parlami
Fammi un bel sorriso, ho saputo che sei stato qui
Tempo faLa realtà è che ho paura
Parole, parole, sono carne per cani randagi
Mi piace se mi lasci parlare
Ho capito che ci somigliavamo
Racconto questa storia
Come quando ti senti la pelle bruciare sotto il sole
Non vorresti che un filo di vento tra le dita, tra i capelli
E da dentro senti urlare, ma da fuori silenzio di tomba
E allora ti arrampichi sui vetri
Ma quelli sono rottiFammi un bel sorriso, come quello della foto
Compari, scompari, rimani, parlami
Fammi un bel sorriso, ho saputo che sei stato qui
Tempo fa
Fammi un bel sorriso, come quello della foto (Fammi un bel sorriso)
Compari, scompari, rimani, parlami (Fammi un bel sorriso)
Fammi un bel sorriso, ho saputo che sei stato qui (Fammi un bel sorriso)
Tempo faIn realtà non ho più sonno
Se non do fastidio rimango ancora un poco
Come faccio ad essere viva, ma cosa ne so
Ho pensato che ti sarei piaciuta
Parlami di te, ti va? by carne per cani cmqmartina

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